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SAGGI DIVULGATIVI

Copertina Aisam

Buoni motivi per (non?) usare l’Anemometro a coppe per misurare il vento a bassa velocità

Patrizia Favaron Non “il mio solito articolo”… In effetti, no. È l’annuncio del libro che ho appena finito di scrivere sull’Anemometro a coppe, e che si può già scaricare gratuitamente da questo collegamento: Cup Anemometers and Slow Wind Speed Di regola citare sé stesse è una bruttissima cosa, e non lo avrei fatto se non fossi stata presa da un certo senso di urgenza. Tutto è nato alcuni mesi fa, quando durante l’elaborazione dei dati per un paper che io e amiche e amici di UNINSUBRIA stavamo scrivendo (spoiler: finito anche lui! Tra qualche giorno sarà pubblicato ufficialmente) mi sono imbattuta in un istogramma stranissimo. E ne ho già anche scritto! L’articolo è comparso nella nostra Newsletter di Marzo 2025, con il titolo “Misurare il vento, quando il vento non c’è”, e il grafico incriminato potete trovarlo nella Figura 3, dove noterete un “baffo che non dovrebbe esistere” in corrispondenza delle velocità del vento più basse. Qualche tempo dopo sono stata chiamata a compiere un intervento di manutenzione in campo, presso una stazione meteorologica che a detta del manutentore stava malissimo, e nella quale molti anni fa avevo messo il mio zampino. La stazione in realtà stava più che bene (l’unico guaio era su uno degli strumenti, che mostrava tutti i segni del tempo che tranquillo ed inarrestabile scorre). Ma il Baffo Misterioso, c’era anche lì! Santa peppola. Che la cosa meritasse un’indagine approfondita? In effetti la meritava, ed i risultati potete trovarli nel libro. No, il Nobel anche no E ci mancherebbe pure. D’altra parte, qualcuno doveva farla, quell’indagine. In pratica, io “passavo di lì”, e così… Naturalmente non da sola: nella raccolta dei dati sono stata aiutata (enormemente) dall’Ufficio Meteo di ARPA Lombardia, che mi ha donato un campione piuttosto grande dei dati raccolti dalle stazioni micro-meteorologiche della rete SHAKEUP. Tra quei dati, le velocità del vento rilevate da un anemometro convenzionale, a coppe e banderuola, e le componenti del vettore vento rilevate da un anemometro ultrasonico tri-assiale. I due strumenti sono posizionati alla stessa quota (10m), ed a circa 2m di distanza l’uno dall’altro: in pratica, sono esposti allo stesso vento, o quasi. Dunque dovrebbero dire la stessa cosa, quanto alla velocità. Ma in effetti non lo fanno, e soprattutto in corrispondenza delle velocità del vento inferiori. Semplice, ma tremendissimo! Volessi dire in estrema sintesi come si comporta un anemometro a coppe, molto probabilmente ripeterei il titolo qui sopra: è uno strumento semplice e intuitivo, si vedono le coppette girare, e tanto più forte quanto maggiore la velocità del vento. Cosa si potrebbe trovare di più auto-evidente? Forse la manica a vento. Ma siamo lì. Poi, appena vai a guardare sotto la superficie, emerge un mondo intricatissimo. Tanto per cominciare, non è così vero che gli anemometri a coppe “girano sempre”: a volte (o spesso) restano fermi. Possibile? Per gravi ragioni fisiche l’aria non se ne sta mai ferma, ma scorre cercando di riempire i “vuoti di pressione” dell’atmosfera, che si rinnovano di continuo a tutte le scale dalla globale giù, giù sino alla microscala. Tanto per capirci, la situazione della “tranquilla” giornata in cui sto scrivendo questo articolo è mostrata qui: (Fonte: Deutscher Wetterdienst – immagine prelevata il 4 Maggio 2025, alle ore 10:45 CEST) Mica male, direi: tanta, tanta roba. La dura realtà è che, al di sotto di un certo valore di velocità, l’anemometro a coppe se ne resta fermo. Bloccato dai suoi pur minuscoli attriti. Detto altrimenti, gli anemometri a coppe sono caratterizzati da una soglia di attivazione, una velocità caratteristica che cambia da un modello all’altro, e che può anche mutare con l’usura dei cuscinetti ed altre cause accidentali. La soglia di attivazione, che di solito è dichiarata dai costruttori di anemometri, può variare da 0.5 m/s nel caso dei modelli professionali per impieghi generali, ad anche 1 m/s per modelli particolarmente robusti, usati per esempio negli aeroporti (dove hanno la missione di misurare venti e raffiche molto forti, potenzialmente pericolose). Da piccola, mi sono imbattuta in un anemometro a coppe per usi di ricerca con cuscinetti non a sfere ma del tipo flottante in bagno di mercurio, per il quale la soglia di attivazione dichiarata era più bassa di 0.5 m/s (però non ricordo quale – non vi dico le notti insonni, al pensiero che quell’anemometro sarebbe finito a Dome Concordia dove le temperature “normali” sono intorno ai -60 °C, mentre il punto di congelamento del mercurio è di una briciola più di -39 °C: per ragioni che nessuno ha mai avuto il coraggio di spiegare i cuscinetti di mercurio, come mi hanno detto i colleghi del CNR che avevano commissionato la stazione, hanno continuato a funzionare regolarmente – si sono sentite diverse storie al riguardo, della serie “calore indotto da frizione” e cose così, ma nessuna si è avvicinata ad una dimostrazione fisica.) In tempi più recenti ho cercato di capire quale fosse la soglia di attivazione dell’anemometro a coppe della stazione di classe “amatoriale” Vantage Pro 200, diffusissima (e usata anche in molti impianti industriali). Ci credi? Non ci sono riuscita. O almeno: sulla documentazione facile da reperire non l’avevo trovata. Avevo, invece, trovato un dato di terza parte, ma molto strano: 1.5 m/s. Ghe credi un poo pocch (il dato mi sembra un po’ pessimistico). Ma solleva il coperchio su un fatto non molto noto e, in certi riguardi, allarmante: la soglia di attivazione di uno specifico esemplare di anemometro a coppe nasce uguale a quella dichiarata, ma aumenta mano a mano che i cuscinetti si usurano. In teoria, gli anemometri a coppe andrebbero di tanto in tanto revisionati. In pratica questo tende ad accadere, ma, alla giusta cadenza? E finisse qui! Oltre ad avere una soglia di attivazione finita e positiva, l’anemometro a coppe si comporta alla stregua di un sensore del primo ordine. Questo vuol dire che qualora la velocità del vento cambiasse repentinamente, la lettura dell’anemometro a coppe vi si adatterà gradualmente, in un tempo che dipende sia dalle caratteristiche costruttive del sensore che

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Scienziate visionarie. 10 storie di impegno per l’ambiente e la salute 

Articolo tratto dalla Newsletter n° 021 di marzo 2025 Cosa hanno in comune dieci scienziate? Cristina Mangia e Sabrina Presto ce ne parlano nel loro libro che affronta la vita di chimiche, fisiche, mediche, ecologhe e biologhe, vissute in epoche e luoghi diversi, ma che hanno affrontato pregiudizi di genere e si sono scontrate con interessi di parte. Prefazione di Sara Sesti – Postfazione di Maria Eugenia D’Aquin. Il libro di Cristina Mangia e Sabrina Presto, “Scienziate visionarie. 10 storie di impegno per l’ambiente e la salute” di Edizioni Dedalo, racconta le storie di dieci scienziate accomunate dall’aver portato nel loro lavoro nuove visioni sia nel modo di intendere la complessità del pianeta con le sue interconnessioni ambientali e sociali, sia nel modo di concepire il ruolo della scienza nella società. Chimiche, fisiche, mediche, ecologhe e biologhe, vissute in epoche e luoghi diversi, hanno affrontato pregiudizi di genere e si sono scontrate con interessi di parte. Eppure, in molti casi, sono riuscite a influenzare legislazioni ambientali e sanitarie e a promuovere nuovi paradigmi scientifici oggi consolidati. Il volume – con Prefazione di Sara Sesti e Postfazione di Maria Eugenia D’Aquin – si apre con Donella Meadows, scienziata del MIT, che negli anni ’70 ha studiato il concetto di limite alla crescita e la dinamica dei sistemi complessi, spingendo la comunità scientifica ad avere una visione che vada oltre numeri, dati o modelli. Tra le scienziate si distingue Katsuko Saruhashi, fisica giapponese che, negli anni ’50, rifiutò di lavorare in ricerche militari per dedicarsi alla meteorologia e all’oceanografia. Grazie al suo approccio interdisciplinare, riuscì a comprendere la dinamica del trasporto delle ceneri radioattive dopo i test della bomba all’idrogeno nell’atollo di Bikini, dimostrandone gli effetti devastanti su ambiente e salute. Contemporanea è invece Suzanne Simard, la scienziata canadese che ha scoperto la rete sotterranea di comunicazione tra gli alberi e oggi studia il ruolo delle foreste sul clima. Dal Nord al Sud globale, dalle fabbriche alle foreste, dalle discariche al nucleare, le dieci biografie raccontano di fatti e scoperte, ma anche di valori che ciascuna scienziata ha portato nel proprio lavoro, suggerendo la necessità di nuove visioni per affrontare le attuali crisi ambientali.  Per acquistarlo, clicca QUI

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Andrea Baroni Venditti

Andrea Baroni, il Cavaliere delle rose e delle nuvole (2° edizione)

Articolo tratto dalla Newsletter n° 020 di dicembre 2024 Il libro di Annalisa Venditti su Andrea Baroni, generale dell’Aeronautica Militare e meteorologo televisivo che raccoglie i ricordi del suo passato. La storia di una ricerca, lo scavo per un’indagine che non si è conclusa con la sua prima pubblicazione. Il generale Andrea Baroni, che in molti ricordano come uno dei più famosi meteorologi televisivi, ha aperto la cassaforte dei suoi ricordi a una giornalista, da anni impegnata nello studio della vicenda degli IMI, i militari italiani internati nei lager tedeschi dopo l’8 settembre 1943. Due generazioni a confronto sedute al banco della Storia: le dividevano infatti sessant’anni, ma le accomunano una grande affinità e la passione per i colpi di scena della vita. Per la prima volta nella sua vita, durante l’intervista con l’autrice Annalisa Venditti, Andrea Baroni, ha deciso di mettere nero su bianco i ricordi della sua prigionia in Germania e i fatti che, come in un romanzo, determinarono il suo rientro in Patria. È un diario successivo alla guerra, riemerso dalla mente di un uomo di più di novant’anni: una narrazione strutturata, ricca di particolari a tratti cinematografici. Questo libro (Giunti Editorie) è la storia di una ricerca e dei suoi metodi, lo scavo per un’indagine che non si è conclusa con la sua prima pubblicazione. I risultati successivi vengono qui presentati per la prima volta. Emergono le tracce indelebili di un passato recente, impresso nella piastrina di metallo del lager, nei documenti rinvenuti in una cartella “dimenticata” per decenni e negli oggetti ricevuti in dono dal sorriso di una donna, quando la vita trasformò Andrea Baroni nel Cavaliere delle rose. Andrea Baroni (Fabriano 1914 – Roma 2014), generale dell’Aeronautica Militare, è stato insieme al collega di pari grado Edmondo Bernacca uno dei pionieri della divulgazione meteorologica, in particolare televisiva. I tanti anni trascorsi alla conduzione della rubrica “Che tempo fa” l’hanno reso un personaggio molto amato della nostra tv, signore del buono e del cattivo tempo. Il 16 novembre del 2010 ha ricevuto la “Medaglia d’onore ai cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti 1943-1945”, concessa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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Ha sempre fatto caldo

Ha sempre fatto caldo!

Articolo tratto dalla Newsletter n° 020 di dicembre 2024 Una lettura utile a tutti coloro che vogliono conoscere meglio il tema del cambiamento climatico, senza cadere nei tranelli della disinformazione. Il libro di Giulio Betti “Ha sempre fatto caldo!” vuole infatti dare al lettore gli strumenti per smascherare i miti sul clima, comprendere i fenomeni climatici, smontare le fake news e navigare nel caos di informazioni. In “Ha sempre fatto caldo!” (Aboca Edizioni), Giulio Betti, meteorologo e climatologo con oltre vent’anni di esperienza, esplora con chiarezza (e una vena di ironia) le radici delle credenze e della disinformazione sul cambiamento climatico. L’obiettivo è fare luce su un argomento sempre più al centro del dibattito pubblico, spesso frainteso o distorto da narrazioni fuorvianti e teorie bizzarre amplificate dai social media e dai mezzi di informazione. Betti sottolinea che la climatologia, nonostante la sua complessità multidisciplinare, è diventata un campo di discussione alla portata di tutti, dove le opinioni spesso si sovrappongono ai fatti scientifici. Questa sovraesposizione nasce dal fatto che le oscillazioni climatiche influenzano profondamente la nostra vita quotidiana: il riscaldamento globale non è solo un fenomeno naturale, ma minaccia direttamente il nostro benessere e le nostre abitudini. Betti nel suo libro smaschera i miti sul clima: dalle leggende su Annibale e gli elefanti che valicarono le Alpi, a Erik il Rosso che sbarcò in Groenlandia, fino alle controversie sull’attività solare e il ruolo della CO2 nell’aumento delle temperature, l’autore svela i classici cliché della disinformazione. Il libro fornisce strumenti utili ai lettori non esperti per comprendere i fenomeni climatici, smontare le fake news più comuni e navigare il caos del dibattito pubblico. Non solo analisi e critica, ma anche esempi di iniziative di successo nella lotta al cambiamento climatico, che dimostrano come sia possibile invertire la rotta e ottenere benefici tangibili, sia sociali che economici. Con un linguaggio semplice e spesso divertente, Betti riesce a comunicare in modo chiaro concetti scientifici complessi, rendendo il libro una lettura utile e piacevole per chiunque voglia comprendere meglio il cambiamento climatico e il suo impatto sulla nostra vita. “Ha sempre fatto caldo!” è una lettura imperdibile per chi cerca di orientarsi in un dibattito che spesso appare caotico e polarizzato, alla ricerca della verità tra miti e realtà.

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manuale di meteorologia Aisam

Manuale di Meteorologia: Una guida alla comprensione dei fenomeni atmosferici e climatici

Autore: Alfio Giuffrida, Girolamo Sansosti Editore: Gremese Editore Anno di pubblicazione: 2017 Ottimo libro per avere delle conoscenze di meteorologia operativa sia osservativa. Il libro è adatto agli studenti sia dell’ultimo anno di scuola superiore che agli studenti di triennale/ magistrale. Formalismo matematico semplicissimo e ridotto all’essenziale. Unisce bene divulgazione e didattica.

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meteorologia salerno Aisam

Meteorologia

Autore: Raffaele Salerno Edizione: Meteo Mursia Anno di pubblicazione: 2005 Manuale completo di meteorologia scritto da Raffaele Salerno, docente presso l’Università degli studi di Milano e che da anni lavora nel campo dei modelli matematici nella fisica dell’atmosfera. Il libro è scritto con un linguaggio agile che unisce rigore scientifico e matematico con uno stile divulgativo. Il libro si articola in una prima parte dedicata alla struttura dell’atmosfera, i fenomeni radiativi e termodinamici che avvengono al suo interno, le forze fondamentali che guidano i moti atmosferici passando e le varie tipologie di masse d’aria; inoltre, un capitolo è dedicato ai fenomeni che avvengono nello Strato Limite. La seconda parte del libro è improntata sulla descrizione dei modelli matematici per la previsione del tempo, sull’osservazione tramite diagramma termodinamico, satellite e mappe meteorologiche. Infine, l’ultima parte affronta qualche cenno di climatologia, meteorologia costiera e circolazione marina. A corredo del libro, sono presenti immagini a colori, disegni e schemi (non a colori) e tabelle di unità tecniche. Consigliato per studenti universitari di Fisica e Scienze nautiche ed aeronautiche.

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Luci e colori Aisam

Luci e colori del cielo. Manuale sui fenomeni ottici che si verificano in atmosfera nella scienza e nella storia: come osservarli e fotografarli

Autore: Marco Maniero Editore: Ronca Editore Anno di pubblicazione : 2020 Marco Maniero è un controllore del traffico aereo ma anche ‘’ controllore’’ del cielo per hobby e tramite le sue meravigliose foto ferma le spettacolarità dei fenomeni ottici che avvengono in atmosfera. Il libro è una raccolta di tutte le fotometeore che a chiunque potrebbe capire di vedere nel cielo, corredate da una descrizione completa ed esauriente dei processi fisici che hanno dato luogo al fenomeno ottico. Lo stile è divulgativo è adatto a chiunque sia curioso non solo delle cause fisiche dietro a fenomeni come il raggio verde, aurore, miraggi, corone, pareli, arcobaleni ma anche dei ‘’segreti’’ per poterli osservare al meglio ed eventualmente fotografare.

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il libro delle nuvole Aisam

Il libro delle nuvole: Manuale pratico e teorico per leggere il cielo

Autore: Vincenzo Levizzani Edizione: Il Saggiatore Anno di pubblicazione: 2021 Un libro che dalla prima pagina trascina il lettore nella contemplazione delle ‘’Nuvole’’ , così come il professor Levizzani ama definire le nubi nella sua accezione poetica. Un excursus storico artistico e poetico introduce il lettore allo studio delle nubi nei secoli, tra proverbi e primi tentativi di studi scientifici per poi affrontare lo studio vero e proprio delle ‘’Nubi’’. Un approccio divulgativo che scorre davanti al lettore come un documentario, in cui ogni fenomeno scientifico viene spiegato nella sua essenza ma senza mancare di rigore. Inoltre, la presenza di foto e disegni rendono la lettura piacevole e scorrevole. Un libro adatto a chiunque voglia approcciarsi allo studio della fisica delle nubi, ma anche al neofita che necessita di un buon compagno di viaggio nell’osservazione delle nubi per coglierne le sue meraviglie.

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visconti Aisam

Fondamenti di fisica e chimica dell’atmosfera

Autore: G.Visconti Editore : CUEN Anno di pubblicazione: 2002 Libro adatto agli studenti universitari dal triennio in poi. Il libro è adatto a chi ha già una base di fisica dell’atmosfera poiché alcuni argomenti di trasferimento radiativo sono dati per scontati, dunque risulta un po’ ostico in certi punti. Da usare per consultazione o assieme ad altri libri di fisica dell’atmosfera per avere una visione più completa.

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