R. Buizza: Il meteo e il clima
Dal 30 maggio in libreria per Carocci editore è uscito il libro Il Meteo e il Clima a cura di Roberto Buizza. Vi lasciamo la descrizione completa.
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Patrizia Favaron Non “il mio solito articolo”… In effetti, no. È l’annuncio del libro che ho appena finito di scrivere sull’Anemometro a coppe, e che si può già scaricare gratuitamente da questo collegamento: Cup Anemometers and Slow Wind Speed Di regola citare sé stesse è una bruttissima cosa, e non lo avrei fatto se non fossi stata presa da un certo senso di urgenza. Tutto è nato alcuni mesi fa, quando durante l’elaborazione dei dati per un paper che io e amiche e amici di UNINSUBRIA stavamo scrivendo (spoiler: finito anche lui! Tra qualche giorno sarà pubblicato ufficialmente) mi sono imbattuta in un istogramma stranissimo. E ne ho già anche scritto! L’articolo è comparso nella nostra Newsletter di Marzo 2025, con il titolo “Misurare il vento, quando il vento non c’è”, e il grafico incriminato potete trovarlo nella Figura 3, dove noterete un “baffo che non dovrebbe esistere” in corrispondenza delle velocità del vento più basse. Qualche tempo dopo sono stata chiamata a compiere un intervento di manutenzione in campo, presso una stazione meteorologica che a detta del manutentore stava malissimo, e nella quale molti anni fa avevo messo il mio zampino. La stazione in realtà stava più che bene (l’unico guaio era su uno degli strumenti, che mostrava tutti i segni del tempo che tranquillo ed inarrestabile scorre). Ma il Baffo Misterioso, c’era anche lì! Santa peppola. Che la cosa meritasse un’indagine approfondita? In effetti la meritava, ed i risultati potete trovarli nel libro. No, il Nobel anche no E ci mancherebbe pure. D’altra parte, qualcuno doveva farla, quell’indagine. In pratica, io “passavo di lì”, e così… Naturalmente non da sola: nella raccolta dei dati sono stata aiutata (enormemente) dall’Ufficio Meteo di ARPA Lombardia, che mi ha donato un campione piuttosto grande dei dati raccolti dalle stazioni micro-meteorologiche della rete SHAKEUP. Tra quei dati, le velocità del vento rilevate da un anemometro convenzionale, a coppe e banderuola, e le componenti del vettore vento rilevate da un anemometro ultrasonico tri-assiale. I due strumenti sono posizionati alla stessa quota (10m), ed a circa 2m di distanza l’uno dall’altro: in pratica, sono esposti allo stesso vento, o quasi. Dunque dovrebbero dire la stessa cosa, quanto alla velocità. Ma in effetti non lo fanno, e soprattutto in corrispondenza delle velocità del vento inferiori. Semplice, ma tremendissimo! Volessi dire in estrema sintesi come si comporta un anemometro a coppe, molto probabilmente ripeterei il titolo qui sopra: è uno strumento semplice e intuitivo, si vedono le coppette girare, e tanto più forte quanto maggiore la velocità del vento. Cosa si potrebbe trovare di più auto-evidente? Forse la manica a vento. Ma siamo lì. Poi, appena vai a guardare sotto la superficie, emerge un mondo intricatissimo. Tanto per cominciare, non è così vero che gli anemometri a coppe “girano sempre”: a volte (o spesso) restano fermi. Possibile? Per gravi ragioni fisiche l’aria non se ne sta mai ferma, ma scorre cercando di riempire i “vuoti di pressione” dell’atmosfera, che si rinnovano di continuo a tutte le scale dalla globale giù, giù sino alla microscala. Tanto per capirci, la situazione della “tranquilla” giornata in cui sto scrivendo questo articolo è mostrata qui: (Fonte: Deutscher Wetterdienst – immagine prelevata il 4 Maggio 2025, alle ore 10:45 CEST) Mica male, direi: tanta, tanta roba. La dura realtà è che, al di sotto di un certo valore di velocità, l’anemometro a coppe se ne resta fermo. Bloccato dai suoi pur minuscoli attriti. Detto altrimenti, gli anemometri a coppe sono caratterizzati da una soglia di attivazione, una velocità caratteristica che cambia da un modello all’altro, e che può anche mutare con l’usura dei cuscinetti ed altre cause accidentali. La soglia di attivazione, che di solito è dichiarata dai costruttori di anemometri, può variare da 0.5 m/s nel caso dei modelli professionali per impieghi generali, ad anche 1 m/s per modelli particolarmente robusti, usati per esempio negli aeroporti (dove hanno la missione di misurare venti e raffiche molto forti, potenzialmente pericolose). Da piccola, mi sono imbattuta in un anemometro a coppe per usi di ricerca con cuscinetti non a sfere ma del tipo flottante in bagno di mercurio, per il quale la soglia di attivazione dichiarata era più bassa di 0.5 m/s (però non ricordo quale – non vi dico le notti insonni, al pensiero che quell’anemometro sarebbe finito a Dome Concordia dove le temperature “normali” sono intorno ai -60 °C, mentre il punto di congelamento del mercurio è di una briciola più di -39 °C: per ragioni che nessuno ha mai avuto il coraggio di spiegare i cuscinetti di mercurio, come mi hanno detto i colleghi del CNR che avevano commissionato la stazione, hanno continuato a funzionare regolarmente – si sono sentite diverse storie al riguardo, della serie “calore indotto da frizione” e cose così, ma nessuna si è avvicinata ad una dimostrazione fisica.) In tempi più recenti ho cercato di capire quale fosse la soglia di attivazione dell’anemometro a coppe della stazione di classe “amatoriale” Vantage Pro 200, diffusissima (e usata anche in molti impianti industriali). Ci credi? Non ci sono riuscita. O almeno: sulla documentazione facile da reperire non l’avevo trovata. Avevo, invece, trovato un dato di terza parte, ma molto strano: 1.5 m/s. Ghe credi un poo pocch (il dato mi sembra un po’ pessimistico). Ma solleva il coperchio su un fatto non molto noto e, in certi riguardi, allarmante: la soglia di attivazione di uno specifico esemplare di anemometro a coppe nasce uguale a quella dichiarata, ma aumenta mano a mano che i cuscinetti si usurano. In teoria, gli anemometri a coppe andrebbero di tanto in tanto revisionati. In pratica questo tende ad accadere, ma, alla giusta cadenza? E finisse qui! Oltre ad avere una soglia di attivazione finita e positiva, l’anemometro a coppe si comporta alla stregua di un sensore del primo ordine. Questo vuol dire che qualora la velocità del vento cambiasse repentinamente, la lettura dell’anemometro a coppe vi si adatterà gradualmente, in un tempo che dipende sia dalle caratteristiche costruttive del sensore che
Autore: Alfio Giuffrida, Girolamo Sansosti Editore: Gremese Editore Anno di pubblicazione: 2017 Ottimo libro per avere delle conoscenze di meteorologia operativa sia osservativa. Il libro è adatto agli studenti sia dell’ultimo anno di scuola superiore che agli studenti di triennale/ magistrale. Formalismo matematico semplicissimo e ridotto all’essenziale. Unisce bene divulgazione e didattica.
Autore: Raffaele Salerno Edizione: Meteo Mursia Anno di pubblicazione: 2005 Manuale completo di meteorologia scritto da Raffaele Salerno, docente presso l’Università degli studi di Milano e che da anni lavora nel campo dei modelli matematici nella fisica dell’atmosfera. Il libro è scritto con un linguaggio agile che unisce rigore scientifico e matematico con uno stile divulgativo. Il libro si articola in una prima parte dedicata alla struttura dell’atmosfera, i fenomeni radiativi e termodinamici che avvengono al suo interno, le forze fondamentali che guidano i moti atmosferici passando e le varie tipologie di masse d’aria; inoltre, un capitolo è dedicato ai fenomeni che avvengono nello Strato Limite. La seconda parte del libro è improntata sulla descrizione dei modelli matematici per la previsione del tempo, sull’osservazione tramite diagramma termodinamico, satellite e mappe meteorologiche. Infine, l’ultima parte affronta qualche cenno di climatologia, meteorologia costiera e circolazione marina. A corredo del libro, sono presenti immagini a colori, disegni e schemi (non a colori) e tabelle di unità tecniche. Consigliato per studenti universitari di Fisica e Scienze nautiche ed aeronautiche.
Autore: G.Visconti Editore : CUEN Anno di pubblicazione: 2002 Libro adatto agli studenti universitari dal triennio in poi. Il libro è adatto a chi ha già una base di fisica dell’atmosfera poiché alcuni argomenti di trasferimento radiativo sono dati per scontati, dunque risulta un po’ ostico in certi punti. Da usare per consultazione o assieme ad altri libri di fisica dell’atmosfera per avere una visione più completa.
Fondamenti di fisica e chimica dell’atmosfera Leggi tutto »
Autore: FORMENTINI GABRIELE; GOBBI ALBERTO – GRIFFA ANDREA; RANDI PIERLUIGI Editore: Alpha test Anno di pubblicazione: 2008 Libro assolutamente indispensabile sia gli appassionati sia per gli studenti universitari. In questo libro vengono affrontati con un linguaggio chiaro tutto quello che c’è da sapere sulle previsioni meteorologiche come per esempio la lettura corretta degli Skew-T e l’interpretazione degli indici di instabilità. Un capitolo è dedicato anche al Radar mentre i restanti analizzano in modo dettagliato tutti i fenomeni meteorologici estremi ( supercelle, tornado…). Presenti immagini a colori.
Temporali e tornado Leggi tutto »
Autore: Alfio Giuffrida, Girolamo Sansosti Editore: Gremese Editore Anno di pubblicazione: 2017 Ottimo libro per avere delle conoscenze di meteorologia operativa sia osservativa. Il libro è adatto agli studenti sia dell’ultimo anno di scuola superiore che agli studenti di triennale/ magistrale. Formalismo matematico semplicissimo e ridotto all’essenziale. Unisce bene divulgazione e didattica.
Editore: De Agostini A cura di Luca Mercalli Autori: W.J Burroughs, B. Crowder, T. Robertson, E. Vallier-Talbot, R. Whitaker Anno di pubblicazione: 2006 Ottimo libro per gli studenti dalle scuole medie sino alle scuole superiori o per chiunque voglia avere un primo approccio divulgativo alla meteorologia, alla fisica delle nubi e ai cambiamenti climatici. Presenti ottime immagini a colori e ottimo atlante delle nubi con relativa scheda.
Meteo: leggi e capricci dell’atmosfera Edizione: Universale Electa/ Gallimard Anno di pubblicazione: 1996 Un piccolo volume corredato da magnifiche immagini a colori guida il lettore dagli albori dello studio della meteorologia alla struttura dell’atmosfera, dalla formazione delle nubi allo studio del vento. Il tutto è accompagnato da aneddoti documenti e immagini storiche che permette al lettore di comprendere i progressi che hanno portato alle conoscenze scientifiche attuali, con un linguaggio semplice e immediato. Adatto a tutti ma in particolar modo consigliato agli studenti delle scuole superiori sino sia agli studenti universitari di Fisica e Scienze nautiche ed aeronautiche
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