Patrizia Favaron

Workshop “La qualità dell’aria in Italia: sfide e prospettive”

Suez Arianet, in collaborazione con con XEarPro e l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, ha organizzato un workshop “La qualità dell’aria in Italia: sfide e prospettive”. Gli argomenti trattati saranno: L’evento si terrà in modalità ibrida presso l’Istituto Mario Negri a Milano il 20 Ottobre 2026. La partecipazione è libera e gratuita previa iscrizione tramite il modulo che potete trovare a questo link.

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Prossimamente la sesta edizione della conferenza MeteoXChange ECS!

Il momento si avvicina: il 18 e 19 Marzo 2027 si terrà la sesta edizione della conferenza MeteoXChange ECS (Early Career Scientists). Sei uno studente / una studentessa triennale, magistrale o PhD? Stai cominciando adesso una carriera nel mondo scientifico? La conferenza MeteoXChange è un’eccellente opportunità per presentare i risultati della tua ricerca, migliorare la tua capacità di presentazione, e collegarti ad altri ed altre giovani ricercatori e ricercatrici in un ambiente amichevole. La conferenza si terrà, come detto, nei giorni 18 e 19 Marzo 2027: altri dettagli arriveranno durante l’Autunno. Se hai qualche domanda, sentiti libera/libero di interpellare il comitato organizzatore alla e-mail info@meteoxchange.de, oltre naturalmente a consultare il Sito MeteoXChange.

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Premio Borghi 2025-2026

Anche quest’anno la Fondazione OMD indice il Premio Borghi 2025-2026. Il premio Borghi, , arrivato alla sua ottava edizione, è aperto a neo-laureati e laureate in qualsiasi disciplina (tecnico-scientifica, giuridica, economica, storica, filosofica, letteraria, sociologica, etc,..) che abbiano sostenuto la loro Tesi su un argomento attinente la meteorologia, la scienza del clima e le loro applicazioni nel periodo tra Novembre 2024 e Ottobre 2026. La scadenza per presentare la domanda di partecipazione e trasmettere i propri elaborati è il 1 novembre 2026. La cerimonia di premiazione, con la proclamazione dei vincitori, si terrà il 22 novembre a Rovereto nel contesto della seconda AISAM Students’ Conference durante la dodicesima edizione del Festivalmeteorologia 2026. Le laureande e i laureandi che invieranno i propri lavori per il Premio Borghi sono incoraggiati ad inviare anche il proprio abstract per la Students’ Conference. Ogni ulteriore informazione, e il modulo di partecipazione, si possono trovare a questo link, https://www.fondazioneomd.it/lancio-8a-edizione.

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L’uso tattico di modelli di dispersione convenzionali

Patrizia Favaron Uso tattico di modelli di dispersione tradizionali: perché? In un mio articolo precedente, comparso qui nel nostro Sito, ho raccontato dei modelli di dispersione per uso “tattico”. Con questa parola, che di questi tempi riconosco non felicissima, intendo un concetto usato in ingegneria, da non confondere con il significato militare (anche se con tutta probabilità è da lì che arriva): per prendere decisioni in tempo (quasi) reale, a fronte dell’evoluzione di eventi in parte incontrollabili. E sempre in quell’articolo, raccontavo di come modelli scritti in modo specifico in vista di questo caso d’uso ce ne siano ormai diversi – per esempio SCICHEM.. SCICHEM, però, riconosciamolo onestamente, non c’è nella cassetta degli attrezzi degli ingegneri ambientali: possibile che, invece, vi si trovino oggetti come AERMOD, o CALPUFF, o magari addirittura qualche modello a particelle. Purtroppo, questi modelli di uso comune non sono nati per valutazioni di carattere “tattico”, e si concentrano invece sulla quantificazione degli effetti a lungo termine, annuali, o anche di più. Tema che, invece, un ingegnere chiamerebbe “strategico”. Imparare a usare un nuovo modello, lo ammetto, non è mai uno scherzo. Bisogna prima trovarlo. Poi capirlo. Investirci del denaro per farlo funzionare (cosa che vale anche se il modello è open-source. E poi preparare i pre- e post-processori, fare prove, capire cosa accade quando non funziona, eccetera. Insomma, settimane di lavoro. Se preferisci, qualche migliaio di € (con una cifra più vicina al 10 che all’1). Di qui la domanda: si possono usare i modelli tradizionali per impieghi tattici? La mia risposta è: Sì. Con alcune limitazioni. Ma prima è il caso di mettere le mani avanti su una cosa che è il caso di non fare. Modelli stazionari: per favore, anche no I modelli stazionari (tutti, senza alcuna eccezione) sono concepiti ipotizzando una meteorologia che non cambia per l’eternità. Questo vuol dire “stazionari”. Magari si discute sui dettagli delle equazioni, ma questa è una loro caratteristica essenziale, condivisa, e del tutto ineliminabile. Conseguenza di questa ipotesi di base: la concentrazione al suolo, punto di partenza per stimare gli effetti, non è un valore istantaneo, o una media oraria. Se mai, è un valore limite, quello che si otterrebbe se l’emissione fosse avvenuta dall’inizio dei tempi sempre esattamente allo stesso rateo, e vento e turbolenza non avessero mai spesso di spirare dalla stessa direzione alla medesima velocità e con identico grado di rimescolamento. E infatti (provate per credere) Che i modelli stazionari, quindi, si guardino bene dal soddisfare il bilancio di massa non è di per sé necessariamente una brutta cosa: ci danno una stima veloce e molto cautelativa delle ricadute al suolo, il che, dovessimo giudicare la sensatezza di mettere un nuovo impianto inquinante in una regione geografica caratterizzata da venti molto stabili e intensi (condizioni di validità dei modelli stazionari), ci starebbe anche. Ma veniamo al “perché no” nel caso degli impieghi tattici. Chi di voi li ha usati, magari mi dirà che un modello stazionario accetta in ingresso senza protestare un file meteo con una successione di dati orari, e che per ciascuna di queste ore il modello produce un campo di concentrazione. Verissimo. Ma tutti quei campi “orari” sono, in realtà, prolungamenti della meteorologia e dell’emissione di quell’ora lì indietro, per tutta l’eternità. Cosa magari non inutile (con tutte le cautele del caso) se vogliamo determinare effetti di un inquinante a lungo termine. Nel caso tattico, però, non ci siamo proprio: ci serve una concentrazione istantanea, o una media calcolata su un intervallo ragionevolmente breve, e questa potrebbe avere una distribuzione spaziale radicalmente diversa dalle meravigliose ellissi prodotte dalla maggior parte dei modelli stazionari. I modelli stazionari, dunque, non sono il ferro del mestiere giusto. Ci vuole altro: dai modelli lagrangiani, dai puff in su. Il caso di Calpuff In Lombardia, la regione in cui risiedo, credo di poter andar tranquilla se affermo che la maggior parte degli studi sulla qualità dell’aria avviene usando Calpuff. Le ragioni sono molte (i risultati sono facili da confrontare con quelli di studi precedenti, molto spesso prodotti con quel modello; è gratuito, anche se non esattamente open-source; c’è esperienza d’uso; esistono vari processori meteorologici che lo supportano; eccetera). Ma c’è un però. Molto grosso. Oggigiorno, il grosso degli ingegneri ambientali utilizza la catena Calpuff attraverso un’interfaccia utente grafica bella, molto curata, ma progettata per il caso d’uso classico: la valutazione degli effetti a lungo termine di un rilascio. Questo, in pratica, vuol dire compiere simulazioni usando come dato di ingresso meteorologico serie temporali orarie lunghe almeno un anno, e poi, ottenuti altrettanti campi di concentrazione al suolo, aggregarli in statistiche coerenti con le buone pratiche sanitarie (congelate negli indicatori statistici che accompagnano i limiti di legge dei diversi inquinanti previsti dalla normativa). A livello tattico, però, non interessa l’aggregazione di tutti i campi: va considerato ognuno di essi. Individualmente. Il “buono” (che è allo stesso tempo anche il brutto e il cattivo) di Calpuff è che lo accompagna un bellissimo processore meteorologico, Calmet, di cui le interfacce grafiche incoraggiano l’utilizzo. Calmet è, in un certo senso, un integratore di informazioni. Nel caso d’uso immaginato come “standard” dai suoi autori Calmet prende come dato di ingresso una serie di campi tri-dimensionali di vento, temperatura e altre grandezze meteo prodotta usando un “modello meteorologico”, come per esempio WRF. Calmet, nel caso, si limita a funzionare come interpolatore. Nella grande maggioranza dei casi, però, gli ingegneri ambientali usano Calmet nel suo altro modo, quello in cui legge una varietà di dati da stazioni meteorologiche sparse sul territorio, le integra con dati “geognostici” (presunto land use, elevazione sul livello del mare, …), e produce in uscita una stima del campo di vento e turbolenza. Nel primo come nel secondo caso, Calmet rilascia campi di vento tridimensionali su una griglia molto fitta, che poi vengono utilizzati da Calpuff nella stima delle ricadute al suolo. Questi campi tridimensionali sono, tipicamente, molto “lisci”: le eventuali irregolarità presenti nei dati di ingresso (e magari corrispondenti a fenomeni naturali particolarmente “nervosi”, ma non per

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xix conferenza plinius

Media Workshop “Understanding Earth from Space: Data, AI and Communication for Climate Adaptation”

Sono aperte le iscrizioni per il media workshop dal titolo Workshop “Understanding Earth from Space: Data, AI and Communication for Climate Adaptation“. Il workshop, organizzato da ISPRA Ambiente in collaborazione con l’ESA, si terrà il 18 e 19 giugno 2026 presso la sede ESRIN dell’ESA a Frascati. L’appuntamento riunisce giornalisti, meteorologi ed esperti dei settori clima e ambiente, e sarà dedicato al rapporto tra scienza e comunicazione, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra ricerca e contesto internazionale. Particolare attenzione sarà rivolta al ruolo dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie satellitari nel monitoraggio climatico. Il workshop affronterà, inoltre, il tema della comunicazione del clima come strumento chiave per contrastare la disinformazione e promuovere la fiducia nella scienza. La partecipazione è prevista in presenza Il 18 giugno 2026, mentre le sessioni del 19 giugno sono in formato ibrido. Per ulteriori informazioni è possibile consultare l’apposita pagina del sito istituzionale di ISPRA Ambiente.

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Nuove posizioni da coordinatore/coordinatrice scientifico/a

Il consorzio Space It Up ha aperto due posizioni a tempo determinato per il ruolo di coordinatore/coordinatrice scientifico/a, con funzioni gestionali e di coordinamento. Le figure selezionate svolgeranno un ruolo di supporto strategico e di affiancamento alla supervisione organizzativa. La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 22 maggio 2026. Le richieste dovranno essere inoltrate entro le ore 17:00 della data indicata, tramite PEC all’indirizzo spaeitup@pec.it Requisiti: Altri requisiti, e tutte le informazioni, si possono trovare in questo documento.

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seminari corsi

Convezione atmosferica, temporali e grandine: nuovo corso a Udine

Dal 20 al 24 Luglio 2026 si svolgerà a Udine un corso sul tema della convezione atmosferica, temporali e grandine con docenti di livello internazionale. La scadenza per l’iscrizione è l’8 Luglio 2026 (con iscrizioni early-bird e per richiesta di supporto economico: termine al 20 Maggio. Il corso, organizzato dal CISM (Centre International des Sciences Mécaniques) è rivolto a studenti, dottorandi, ricercatori, previsori operativi e a chiunque interessato ai fenomeni convettivi. Tutte le informazioni sul corso, che si terrà in presenza, sono disponibili nel sito ufficiale dell’evento, https://cism.it/en/activities/courses/C2611

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xix conferenza plinius

XIX Conferenza Plinius sui rischi nel Mediterraneo

È aperta la prima call for abstract per la XIX Conferenza Plinius. La conferenza, organizzata dal Modeling Atmospheric Research Group dell’Università di Murcia, si propone di stabilire un forum internazionale di discussione sullo stato delle conoscenze sui rischi legati alla meteorologia del Mediterraneo nel contesto del cambiamento climatico. Nella conferenza verranno affrontati in ottica multi-settoriale aspetti diversi relativi al monitoraggio, riscontro, diagnosi, previsionee definizione di eventi meteorologici estremi, incendi, effetti idrogeologici, impatti sulle risorse naturali / agricoltura / salute / società, così come la capacità di adattamento e protezione delle risorse naturali e del retaggio culturale soggetto a rischio. Questo obbiettivo ambizioso verrà perseguito mettendo insieme esperti ed esperte riconosciuti nei vari campi. ,La conferenza si terrà a Murcia dal 6 al 9 ottobre 2026. La scadenza per l’invio degli abstract è fissata al 17 maggio 2026. Maggiori informazioni si possono trovare al sito ufficiale dell’evento: https://meetings.copernicus.org/plinius19/

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generico andrea

AISAM spritz – Il seminario “Multimodel QFA” si avvicina…

Il 12 maggio è, oramai, vicinissimo, e incombe il prossimo seminario AISAM Spritz “Multimodel QFA”. Tenuto da Umberto Pellegrini e Silvia Monte, previsori del Centro Funzionale Decentrato Valle d’Aosta, riguarderà il sistema di post-processing multimodel delle precipitazioni su area d’allerta attualmente in uso al CF-VdA. C’è ancora posto! Chi non fosse ancora iscritto nella mailing list ad hoc e volesse partecipare, può registrarsi al link: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScxHXllcNkrDfYKpqWCJxch_XVbS3a1xFULEX3MWk2rLZCXFA/viewform e riceverà le credenziali la mattina del 12 maggio.

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