Tra i fenomeni meteorologici di cui si sente più spesso parlare c’è la siccità.
Ma come si definisce la siccità? e come la si misura?
Con siccità si intende una condizione meteorologica temporanea che si sviluppa a seguito di un prolungato periodo di carenza di precipitazioni. Si parla quindi di siccità quando, per diversi mesi, si registra una sensibile riduzione delle precipitazioni rispetto alla media. Questa condizione è rilevante in quanto può avere impatti significativi su diversi aspetti della nostra esistenza: sul settore agricolo naturalmente, ma anche sulla produzione di energia idroelettrica e sulla salute di persone e animali. Il legame della siccità con l’ambiente e la società è tale che per poter affrontare il fenomeno, oltre a quella meteorologica, ne sono stati definiti altri tipi: si parla di siccità idrologica, per descrivere gli impatti sulle riserve idriche; siccità agricola, per descrivere gli effetti su vegetazione e colture; siccità ecologica, per studiare le conseguenze che ha sugli ecosistemi; siccità socio-economica, per tener conto dello squilibrio che genera fra l’offerta e la domanda di un bene. Si tratta dunque di un fenomeno ricco di sfaccettature, che non è immediatamente riconoscibile – non si manifesta all’improvviso come un temporale – e che tuttavia può avere serie conseguenze sul territorio in cui si manifesta.
Come possiamo stabilire l’inizio e la fine di un periodo siccitoso e quale area coinvolge?
Per quantificare e monitorare il fenomeno sono stati definiti diversi indici, ognuno dei quali può risultare maggiormente appropriato in base al regime climatico della regione che si vuole studiare, o all’applicazione che se ne vuole fare.
Uno degli indici più diffusi è lo Standard Precipitation Index, che viene calcolato come anomalia di precipitazione cumulata sulla località d’interesse su periodi di lunghezza variabile (tipicamente da 1 a 12 mesi). Ad esempio, per calcolare l’SPI-3 (dove 3 indica la lunghezza del periodo, in questo caso 3 mesi) per Catania relativo al mese di ottobre occorre:
- ricavare la precipitazione cumulata nei mesi di agosto, settembre e ottobre registrata a Catania
- calcolare la precipitazione cumulata media di quei 3 mesi su un trentennio di riferimento (es. 1991-2020).
- fare la differenza fra i due valori
Valori positivi sono associati a precipitazioni superiori alla media e quindi indicano condizioni umide, mentre valori negativi segnalano deficit di precipitazioni, quindi condizioni siccitose. Calcolare questo indice su periodi temporali più o meno lunghi (1 mese – 3 mesi – 24 mesi) permette di ricavare informazioni diverse: su periodi brevi può essere utile a valutare gli impatti a breve termine, come la riduzione dell’umidità del terreno, mentre su periodi più lunghi fornisce indicazioni sugli effetti che si manifestano col passare del tempo, ad esempio la diminuzione della portata dei fiumi e l’abbassamento del livello dell’acqua nelle falde.
L’Osservatorio Europeo sulla Siccità
Uno strumento utile al monitoraggio della siccità lo si può trovare sul portale EDO – European Drought Observatory. Qui si possono consultare diversi dati riguardanti il fenomeno della siccità e visualizzare mappe che rappresentano gli indicatori ad essa associati. Sono inoltre presenti analisi dettagliate della situazione attuale e passata. Come esempio, si riportano di seguito le mappe dell’indice SPI-12 relative ai mesi di settembre e ottobre 2024.


Mappe di PSI-12 per i mesi di settembre e ottobre 2024. Fonte: European Drought Observatory, https://edo.jrc.ec.europa.eu (C) European Commission – JRC, 2012 – 2024
Da queste rappresentazioni risulta subito evidente la condizione di siccità che ha interessato il sud Italia recentemente, dove i valori di SPI-12 assumono valori negativi. La parte nord del paese presenta invece valori di SPI-12 positivi, conseguenza di valori di precipitazione superiori alla media del periodo.
Quando possiamo considerarci ‘fuori pericolo’?
Perché un territorio ritorni a condizioni ‘normali’ purtroppo non basta qualche pioggia abbondante, perché la risposta di terreno, vegetazione ed ecosistemi coinvolti non è immediata. Pensiamo ad esempio alle caratteristiche di un terreno che, dopo un lungo periodo secco, si è inaridito: avrà una ridotta capacità di trattenere l’acqua che riceve e di conseguenza sarà meno efficace nel fornire la risorsa alla vegetazione. Nel valutare le condizioni di un territorio in relazione alla siccità è importante quindi considerare diversi indicatori, che tengono conto di parametri diversi. L’indice SPI ad esempio, per quanto sia uno strumento molto utile, non è sufficiente a fornire un quadro completo, visto che tiene conto soltanto della precipitazione cumulata. Il sud Italia infatti, nonostante in ottobre
presenti valori di SPI-12 inferiori rispetto ai mesi precedenti, è ancora considerato in condizione di sofferenza, come mostrano le mappe di CDI – Combined Drought Indicator – che tiene conto anche dell’umidità del suolo e delle condizioni della vegetazione.


Mappe di CDI per i mesi di settembre e ottobre 2024. Fonte: European Drought Observatory, https://edo.jrc.ec.europa.eu (C) European Commission – JRC, 2012 – 2024
Questo dimostra ancora una volta quanto sia difficile cogliere il fenomeno nella sua complessità, e quanto sia importante scegliere strumenti di indagine adeguati alle esigenze.

