Figura 2: Archivi storici dei dati climatici presso la sede del Collegio Romano, successivamente trasferiti al CREA, e alcuni esempi di schede di osservazione raccolte presso la stazione di Aziza.
Il Progetto “Dieci e Lode”, acronimo italiano che sta per “Dati Climatologici delle Ex Colonie Italiane e la loro Digitalizzazione”, è cofinanziato dal Ministero della Cultura (Avviso Pubblico, finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU, per l’erogazione di contributi a fondo perduto a favore di micro e piccole imprese, enti del terzo settore, e organizzazioni profit e non profit operanti nei settori culturali e creativi per promuovere l’innovazione e la transizione digitale. PNRR, Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, Componente 3 – Turismo e Cultura 4.0 (M1C3), Misura 3 “Industria culturale e creativa 4.0”, Investimento 3.3: “Capacity building per operatori culturali per la gestione della transizione digitale e verde”, Sub-Investimento 3.3.2: – Sostegno ai settori culturali e creativi per l’innovazione e la transizione digitale (Azione A II)).
Il Progetto
Team di progetto
- Alessandro Ceppi: membro AISAM, responsabile scientifico del progetto “Dieci e Lode”, acronimo che sta per “Dati Climatologici delle Ex Colonie Italiane e loro Digitalizzazione”.
- Dino Zardi: consigliere AISAM, si occupa degli aspetti scientifici e divulgativi del progetto.
- Maurizio Maugeri: membro AISAM, cura la parte scientifica relativa ai dati e alle informazioni da digitalizzare e alla ricostruzione delle reti osservative.
- Michele Brunetti: membro AISAM, cura la parte scientifica relativa ai dati e alle informazioni da digitalizzare e alla ricostruzione delle reti osservative.
- Luigi Iafrate: membro AISAM, supporta le attività di ricerca delle fonti dati e coordina lo scambio di volumi e dati da digitalizzare presso il CREA di Roma con l’azienda incaricata delle attività di digitalizzazione.
Participanti
- Francesco Sudati: membro AISAM, cura la parte scientifica relativa ai dati e alle informazioni da digitalizzare e alla ricostruzione delle reti osservative.
- Maria Carmen Beltrano: membro AISAM ed ex dipendente del CREA, supporta le attività di ricerca delle fonti dati e coordina lo scambio di volumi e dati da digitalizzare presso il CREA di Roma con l’azienda incaricata delle attività di digitalizzazione.
- Marina Baldi: membro AISAM, cura la parte scientifica relativa ai dati e alle informazioni da digitalizzare e alla ricostruzione delle reti osservative.
- Federico Stefanini: si occupa della parte scientifica relativa alla digitalizzazione tramite tecniche OCR.
- Veronica Manara: membro AISAM, cura la parte scientifica relativa ai dati e alle informazioni da digitalizzare e alla ricostruzione delle reti osservative.
- Samuele Gianpietro: graphic designer del progetto, si occupa della parte visiva e dell’immagine coordinata.
Storia
L’Italia ha avuto un ruolo molto significativo nella nascita e nello sviluppo della meteorologia moderna, considerando che molti strumenti meteorologici, tra cui il termometro di Galileo e il barometro di Torricelli, sono stati inventati proprio nel nostro Paese. Inoltre, quella che può essere considerata la prima rete osservativa internazionale, legata all’Accademia del Cimento, è nata in Italia. Grazie a questo ruolo unico, l’Italia possiede un patrimonio di antichi dati meteorologici di eccezionale valore (Camuffo e Bertolin, 2012).
Il recupero di questo enorme patrimonio osservativo è in corso da molto tempo (Cottone, 1939; Bossolasco, 1945), e nelle ultime decadi una parte significativa di questi dati è stata digitalizzata. Tuttavia, nonostante le numerose attività sviluppate, una parte considerevole resta ancora disponibile solo su supporto cartaceo, che purtroppo si sta deteriorando col tempo, rischiando così di compromettere dati e informazioni di valore inestimabile per la ricerca scientifica nel campo della meteorologia e dei cambiamenti climatici.
Tra i dati che restano ancora da recuperare vi sono quelli provenienti da aree dell’Africa centro-settentrionale che furono colonie italiane.
L’obiettivo di questo progetto è recuperare le osservazioni meteorologiche provenienti da queste ex colonie italiane (in particolare Eritrea, Somalia, Etiopia, Libia) e da tutti gli altri territori che furono sotto controllo italiano e che conservano dati di valore da recuperare. Il progetto permetterà, grazie all’accesso libero a questi nuovi e preziosi dati, di colmare alcune lacune nella ricostruzione climatica del secolo scorso, consentendo un importante passo avanti nella precisione della ricostruzione dei pattern atmosferici in un’area che si è rivelata cruciale nei recenti cambiamenti climatici.
Area di studio
Tra i numerosi dati ancora da recuperare, una frazione molto significativa riguarda quelli raccolti nei territori appartenenti all’Italia (Eritrea, Somalia, Etiopia, Libia, Dodecaneso, Albania, Dalmazia, Istria) a partire dal XIX secolo. Già dalla fine del 1800, infatti, l’Ufficio Centrale di Meteorologia pubblicava dati e notizie relativi a Eritrea, Somalia, Tripolitania e Cirenaica.
In questo contesto, il presente progetto si propone di condurre una ricognizione approfondita dei dati e delle informazioni meteorologiche disponibili per queste aree (Figura 1), relative al periodo in cui esse erano sotto il controllo del nostro Paese.
Figura 1: Nazioni, inclusi i territori che sono stati sotto il controllo italiano tra la fine del 19th e l’inizio del 20th secolo.
Obbiettivi
Il patrimonio di osservazioni meteorologiche provenienti dai territori che sono stati sotto il controllo italiano tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo si trova oggi principalmente presso l’Archivio Meteorologico Nazionale del CREA (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria), mentre molti volumi contenenti informazioni importanti su questi dati e tabelle risultanti dalle relative elaborazioni sono conservati presso la Biblioteca del Collegio Romano.
È facile comprendere come questo materiale non sia facilmente e immediatamente accessibile, né per studiosi né per altri potenziali utenti. Inoltre, questi volumi sono soggetti a deterioramento e usura nel tempo, risultando consultabili solo da personale esperto. Pertanto, l’imponente attività di digitalizzazione che AISAM intende sviluppare in questo contesto permette di preservare un patrimonio di valore inestimabile e, in secondo luogo, di rendere possibile l’uso, la consultazione, la navigazione e lo studio di una significativa serie di informazioni storiche in territori che sono ancora oggi scarsamente coperti da reti di monitoraggio, da qualsiasi parte del mondo. Chiunque potrà così accedere comodamente a dati consultabili online per condurre analisi e studi utili a comprendere meglio il clima del passato e i cambiamenti in corso.
In particolare, i dati raccolti dall’Italia nelle sue ex colonie possono offrire un contributo significativo alla ricerca climatologica internazionale. Gli stessi dati sono anche di grande importanza per gli attuali uffici meteorologici che monitorano questi territori, al fine di collocare le osservazioni meteorologiche in un contesto temporale più ampio e, quindi, più rilevante nello studio dei cambiamenti climatici in atto e nella valutazione di come si stiano trasformando risorse essenziali.
Materiali and Metodi
Per quanto riguarda i dati e le pubblicazioni, la fonte principale sarà l’Archivio Meteorologico Nazionale del CREA a Roma (Figura 2), in particolare la Biblioteca Centrale Storica della Meteorologia Italiana. Una volta identificati i dati e le informazioni più rilevanti, si procederà con la scansione fotografica finalizzata alla pubblicazione online delle immagini delle schede dati e dei volumi individuati durante la precedente ricognizione. Il numero complessivo di pagine da scansionare è stimato in circa 40.000. L’attività di scansione sarà accompagnata da un lavoro dettagliato di indicizzazione per facilitare il reperimento dei dati e delle informazioni di interesse.
Oltre al lavoro di digitalizzazione, verrà ricostruito il contesto in cui si sono sviluppate e condotte le osservazioni meteorologiche nelle ex colonie italiane. Questa ricostruzione mira a evidenziare il ruolo svolto dalle istituzioni coinvolte e a ricostruire il profilo e il contributo dei principali operatori che hanno partecipato alla produzione e all’elaborazione delle informazioni. Il materiale digitalizzato sarà quindi integrato con una descrizione dettagliata del contesto in cui è stato prodotto, al fine di renderlo fruibile anche da un pubblico non specializzato.
Il progetto sarà completato da alcuni casi studio finalizzati a valutare possibili implementazioni di attività di Citizen Science, volte all’estrazione di serie numeriche dalle schede digitalizzate messe a disposizione per la ricerca climatologica, potenziando così una linea di attività già presente all’interno di AISAM. Attualmente, AISAM coordina il progetto Cli-DaRe@school, che coinvolge numerose scuole italiane e centinaia di studenti. Sarà inoltre condotto uno studio di fattibilità per valutare come queste attività possano essere supportate dalle più recenti tecnologie di riconoscimento ottico dei caratteri (OCR).
Coordinamento e Divulgazione
Inoltre, il progetto proposto è sostenuto dalle istituzioni di appartenenza dei membri AISAM del Team di Progetto (elencati sopra), ovvero: il CREA, l’Università di Trento, il Politecnico di Milano, l’Università di Milano e il CNR-ISAC di Bologna; enti e istituzioni pubbliche di alto livello che, a livello nazionale e internazionale, attestano la professionalità dei membri del Team di Progetto.
Lo sviluppo del progetto, finalizzato alla digitalizzazione dei dati meteorologici e climatologici nei territori che un tempo facevano parte del nostro Paese e che purtroppo oggi non possono vantare una rete di monitoraggio diffusa né archivi di dati adeguati a documentare efficacemente l’evoluzione temporale delle variabili meteorologiche e i relativi cambiamenti climatici in atto, spinge l’associazione AISAM a stabilire e promuovere relazioni collaborative sia con istituzioni nazionali, come ItaliaMeteo, ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), Aeronautica Militare, altre università ed enti di ricerca, sia con quelle internazionali, come i servizi meteorologici degli Stati i cui territori furono sotto il controllo dell’Italia (Eritrea, Somalia, Etiopia, Libia, Grecia, Albania, Croazia, Slovenia), offrendo un servizio di accesso a dati climatici di assoluta importanza per la comunità scientifica (e non solo) per la ricostruzione del clima passato, che altrimenti rimarrebbero confinati nei soli archivi cartacei.
Conclusioni
Il progetto di digitalizzazione dei dati climatologici delle ex colonie italiane rappresenta un passo significativo verso la comprensione del clima del passato in aree che ancora oggi non dispongono di una fitta rete di monitoraggio per il rilevamento dei fenomeni meteorologici.
La disponibilità e l’accessibilità dei dati in banche dati internazionali permetteranno il pieno utilizzo delle informazioni recuperate, che saranno importanti per una migliore comprensione dei cambiamenti climatici nelle aree interessate dal progetto.
Il contenuto culturale di questo progetto sarà utile a una vasta gamma di categorie e utenti: dai giovani studenti delle scuole ai ricercatori di università e istituti di ricerca, così come alle imprese e ai servizi meteorologici delle nazioni che un tempo furono colonie italiane.
Referenze
Bossolasco, M. Il potere refrigerante dell’aria a Messina ed a Mogadiscio. Geofisica Pura e Applicata 7, 33–61 (1945). https://doi.org/10.1007/BF01999937.
Camuffo, D., Bertolin, C. The earliest temperature observations in the world: the Medici Network (1654–1670). Climatic Change 111, 335–363 (2012). https://doi.org/10.1007/s10584-011-0142-5
Cottone, A. Il coefficiente D’attrito interno negli strati inferiori dell’atmosfera a Mogadiscio (Periodo ottobre-febbraio). Geofisica Pura e Applicata 1, 99–106 (1939). https://doi.org/10.1007/BF01993044.
Eventi
Venerdì, Maggio 31 2024 – Kick-off Workshop
Bologna, Sala Polivalente “Guido Fanti”, Regione Emilia-Romagna (viale Aldo Moro, 50)
Giovedì, Aprile 10 2025 – Closing Meeting
Rome, Sala Santorio, CREA Research Center for Food and Nutrition (Via Ardeatina 546, 00178 – Rome)
News
28 May 2024 – News & Events – 10 e Lode: a workshop to present the project will be held on May 31st in Bologna
April 10 2025 – Workshop progetto “Dieci e Lode”: Roma, 10 Aprile
April 10 2025 – Dieci e Lode Closing Meeting
CAE MAGAZINE n.96 – April 2025 – Dati climatici delle ex colonie italiane: l’impatto sullo studio dei cambiamenti climatici
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