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Hydro-climatological Seminar – “Observed Changes in Temperature and Precipitation in Libya”

Martedì 14 ottobre 2025 alle ore 10:30, presso Lecturer onsite dell’Aula Fassò del DICA – Politecnico di Milano, nell’ambito degli Hydro-climatological Seminar, il direttore del Climate Directorate at the Libyan National Meteorological Centre (LNMC), Ali Salem Eddenjal, terrà un seminario dal titolo:  “Observed Changes in Temperature and Precipitation in Libya” Sarà possibile seguire l’evento in streaming al seguente link: https://politecnicomilano.webex.com/meet/alessandro.ceppi Si riportano l’abstract dell’intervento ed una breve biografia del relatore. AbstractLibya, a predominantly desert country, is located in North Africa andhas approximately two thousand kilometres of coastline facing thecentral Mediterranean basin. It is bordered to the south by Sudan,Niger, and Chad, to the east by Egypt, and to the west by Tunisia andAlgeria. Libya covers an area of 1,759,540 km2 and contains no permanentrivers or lakes. Its terrain is largely flat and barren, characterisedby undulating plains, plateaus, and depressions. The country experiencesarid conditions for most of the year, with rainfall, when it occurs,being irregular and highly variable from year to year. Desertificationand the scarcity of freshwater resources represent Libya’s mainenvironmental challenges. Analyses of historical climate data (both measured and reanalysisdatasets) indicate a clear warming trend across Libya, with minimumtemperatures increasing at a faster rate than maximum or meantemperatures. Moreover, most studies show that precipitation trendsgenerally indicate drying conditions, although these trends are oftenuncertain. Despite the overall decline in total rainfall, more intenseand frequent extreme rainfall events are expected. Historically, Libya has experienced numerous extreme temperature andprecipitation events. Owing to its high vulnerability to climate shocks,such as flash floods, heatwaves, and sandstorms, these events frequentlyresult in fatalities and significant infrastructure damage. Furthermore, according to reports by the Intergovernmental Panel onClimate Change (IPCC), Libya, along with other countries in the MiddleEast and North Africa (MENA) region, is among the most vulnerable toextreme climate events, particularly drought. Such changes are expectedto affect multiple economic and social sectors. However, limitedresearch has been conducted on long-term climatic trends in the region. Bio Ali Salem Eddenjal is currently a Visiting Scientist at the Departmentof Environmental Science and Policy, University of Milan. He serves asthe Director of the Climate Directorate at the Libyan NationalMeteorological Centre (LNMC) and acts as the IPCC National Focal Pointfor Libya. In addition to his administrative responsibilities, Ali is also aresearcher at LNMC. His research focuses on extreme weather and climateevents affecting Libya, particularly sand and dust storms (SDS). Hiswork includes analysing the temporal and spatial patterns of SDS andquantifying the associated wet deposition. Ali is also interested ininvestigating climate variability and change (temperature andprecipitation) across Libya. His research extends to linking historicalclimatic trends with large-scale circulation patterns, such as the NorthAtlantic Oscillation and El Niño. Moreover, he contributes to the activities of WMO Expert Teams. Forexample, he has served as a Co-Rapporteur on World Weather and ClimateExtreme Records and as a member of the ET-DRC (SERCOM), which supportsthe international climate agenda, particularly in promoting high-qualityclimate data to inform global climate policy and climate diplomacy. Aliis currently involved in the activities of the WMO SERCOM Expert Team onClimate Data Development and Stewardship (ET-DDS).

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Il cappello dell’Ispettore Clouseau e la temperatura

Patrizia Favaron Un giallo molto oscuro Vero, che gli somiglia? Voglio dire, il grafico con l’istogramma delle temperature, e il cappello dell’Ispettore Clouseau, l’investigatore più sconclusionato e fortunato della serie “La Pantera Rosa”. Ma perché dovrebbe essere proprio così? Insomma: un istogramma bimodale, cioè con due picchi. Accade davvero? È una cosa “normale”? Ebbene sì: provate a prendere una serie temporale lunga un numero intero di anni di dati di temperatura, e vedrete molto spesso degli istogrammi a Cappello di Clouseau. Dunque sì: in termini statistici possiamo dire che sì, è cosa quantomeno frequente. Una spiegazione matematica Che cosa può indicare un istogramma “a Cappello di Clouseau”? I picchi indicano i valori della serie storica delle misure in corrispondenza dei quali questa “passa più tempo”. I valori più bassi, invece, sono quelli nei quali la serie “passa meno tempo”. Ma cosa vuol die “passa più tempo”, o “meno tempo”? Per dare una definizione un po’ più precisa conviene che pensiamo ad una funzione derivabile con continuità almeno una volta. I valori meno rappresentati nell’istogramma saranno quelli che la funzione “percorre”, al variare della sua variabile indipendente, con la pendenza più alta. Cioè, con il valore assoluto della sua derivata prima maggiore. I valori più rappresentati, invece, saranno quelli in corrispondenza dei quali la derivata prima assume valore assoluto vicino a zero. Insomma: una cosa così, più o meno: Volendo, potremmo persino tentare di quantificare: Così, integrando… Ma perché, santa pigrizia, privarvi del piacere della scoperta? 😇 E a me? Importa, importa. Come strumentista meteorologica, importa. Prendiamo ancora il caso della temperatura. E facciamo che questa si possa esprimere come sovrapposizione (somma algebrica) di due oscillazioni, una stagionale, ed una giornaliera. Tutte e due di ampiezza costante. Se questa fantastica variazione ideale si verificasse per davvero, il suo grafico nel dominio del tempo avrebbe questo aspetto: (La spessa banda scura, perché le oscillazioni giornaliere avvengono ad una scala talmente più breve di quella stagionale, che il loro salire e scendere non si riesce nemmeno più a vedere.) E adesso, l’istogramma dei suoi valori: Non vi ricorda qualcosa? Insomma, proprio un Cappello di Clouseau no: ai valori estremi (qui -4 e +4) cade bruscamente a zero. Però, una certa rassomiglianza possiamo già vederla. In Natura, però, l’escursione giornaliera della temperatura mica resta costante: mostrerà delle variazioni di giorno in giorno. Per simulare questo effetto, ipotizziamo che l’ampiezza delle oscillazioni giornaliere varii nel corso della stagione. Magari così. E questo l’istogramma corrispondente: I due bordi laterali adesso sono molto meno “alti”! Siamo sulla buona strada: le falde del Cappello di Clouseau sono dovute alle variazioni giornaliere, che cambiano continuamente. Uso, in meteorologia Quanto abbiamo appena veduto ci dice quale potrebbe essere l’uso degli istogrammi dei valori misurati di temperatura: la forma a Cappello di Clouseau ci mostra l’aderenza dell’andamento delle misure ad un modello concettuale in cui si sovrappongono una variazione stagionale più o meno periodica ad una giornaliera. E se la forma dell’istogramma è molto diversa da quella “a Cappello di Clouseau”? Be’, allora in quel caso, magari in quel singolo anno, è accaduto qualcosa. Magari il termometro non andava benissimo. Oppure le temperature hanno mostrato davvero un andamento poco rappresentabile con il modello a due oscillazioni. Oppure… Certamente, qualcosa di strano si è verificato, tale da meritare un supplemento di indagine. E se invece della temperatura prendiamo un’altra grandezza meteorologica? Che forma avrà l’istogramma delle misure? Lascio lì, in sospeso, la risposta: come invito ad esplorare!

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