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L’affondamento Bayesian di Porticello: una tempesta di vento convettiva prevedibile?

Tratto dalla Newsletter AISAM n°023 di settembre 2025. Un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Weather (De Martin F., M.M. Miglietta, T. Gastaldo, M. Martinazzo, F. Pavan, M. Siena, S. Di Sabatino, The Bayesian sinking in Porticello: a predictable convective windstorm? Weather, 2025, http://doi.org/10.1002/wea.7715) ha analizzato in dettaglio la tempesta che è stata responsabile della tragedia della nave Bayesian a Porticello (località mostrata in Figura 1) e ha causato la morte di sette persone la notte del 19 agosto 2024, alle 04:06 ora locale. Si è trattato dell’evento temporalesco (escludendo le alluvioni) che ha causato più vittime dal 1970, quando un vaporetto si inabissò a Venezia per effetto del passaggio di un tornado sulla laguna veneta. Figura 1. a) Mappa della Sicilia, in cui è evidenziata la località del radiosondaggio (Trapani); (b) ingrandimento dell’area indicata con il riquadro rosso in (a), che include la posizione di tre stazioni meteorologiche (Aspra, Bagheria e Solanto), l’area dell’affondamento dello yacht del Bayesian e la posizione dei video #1 e #2. Le mappe di sfondo sono ricavate da © Google Maps. Il movimento della tempesta è indicato con una freccia rossa. Purtroppo, l’assenza di dati radar, di video che riprendano esattamente l’area dove è avvenuto l’affondamento e di testimoni diretti, visto che l’evento si è verificato di notte, rendono difficile chiarire se la tragedia sia stata causata da una tromba marina o piuttosto da raffiche di vento lineari (un downburst o un gust front). Due video registrati nelle località #1 e #2 mostrate in Figura 1b, in prossimità del luogo dove si trovava il Bayesian, mostrano intense raffiche di vento, probabilmente causate da un downburst, ma nessun vortice o altra caratteristica che faccia pensare a un tornado. Le mappe meteorologiche mostrano che durante il giorno della tragedia la situazione sinottica era dominata dalla presenza di un minimo barico in quota che si era spostato dalla Francia meridionale verso l’Italia centrale. Il fronte freddo ha innescato convezione profonda nel Mar Tirreno, favorita dalla temperatura elevata del mare nel mese di agosto. Il sondaggio termodinamico di Trapani (non molto lontano dal luogo dove si è verificato l’affondamento, vedi Figura 1a) delle ore 00:00 UTC del 19 agosto 2024 mostra la presenza di aria molto calda e umida nei bassi strati dell’atmosfera, associata a elevata instabilità, evidenziando pertanto condizioni favorevoli allo sviluppo di sistemi convettivi intensi. Le immagini da satellite mostrano come la tempesta si sia sviluppata come sistema convettivo alla mesoscala (MCS) nella parte meridionale del Mar Tirreno. La convezione profonda è stata confermata dalle immagini satellitari che hanno mostrato la presenza di celle convettive a forte sviluppo verticale, con temperature alla sommità della nube di circa 210K (Figura 2). Un’analisi della traiettoria della temperatura minima alla sommità della nube convettiva, un noto indicatore dell’intensità delle correnti ascendenti, ha evidenziato come la cella temporalesca che ha interessato l’area di Porticello avesse una direzione di spostamento concorde con quella attesa per un temporale ordinario, ovvero seguendo il vento a circa 700 hPa. Qualora il temporale in questione fosse stata una supercella, la cella avrebbe deviato verso destra. Questa osservazione suggerisce come nessuna supercella fosse presente quella notte nei pressi di Porticello. Ciò comunque non esclude che si possa essere formato un tornado non-supercellulare, per quanto quest’ultimo avrebbe dovuto essere di minore intensità. Figura 2. Temperatura di Brillanza estratta dalla banda infrarossa a 12,0 μm del SEVIRI alle ore 01:57 UTC del 19 agosto 2024 (dopo correzione per parallasse). La posizione dello yacht del Bayesian è indicata con un punto rosso. L’orario indicato rappresenta l’ora finale del periodo di acquisizione di 12 minuti del SEVIRI. Le stazioni meteorologiche amatoriali di Aspra, Bagheria e Solanto (Figura 1b) presenti in prossimità del luogo della tragedia hanno registrato un aumento della pressione e un calo della temperatura potenziale in corrispondenza dell’evento, dati che supportano l’ipotesi di un downburst. Figura 3. Velocità del vento a 10 m alle ore 04:00 UTC (frecce) e raffiche di vento massime (ombreggiatura colorata) a 10 m tra le 03:00 e le 04:00 UTC del 19 agosto 2024, simulate dal modello ICON- 2I inizializzato alle 00:00 UTC del 18 agosto 2024. La posizione del Bayesian è evidenziata con un pallino rosso. Un punto molto dibattuto riguarda la possibilità di prevedere un evento di questo tipo in tempo utile per l’allertamento della popolazione. Un avviso per temporali forti era stato emesso dalla Protezione Civile Italiana il giorno precedente l’evento. Infatti, l’analisi delle simulazioni del modello ICON inizializzate 28 ore prima dell’evento mostravano indicazioni di raffiche di vento intense nel Mar Tirreno (Figura 3). Sia le simulazioni deterministiche che probabilistiche hanno indicato la possibilità di raffiche superiori a 24.5 m/s nel basso Tirreno, per quanto non esattamente nella regione interessata dal naufragio e all’istante di tempo in cui l’evento è stato osservato. Tali previsioni risultavano più accurate nella simulazione inizializzata alle 00:00 UTC del 19 agosto, che era però troppo a ridosso dell’evento per poter essere di qualche utilità operativa. Le conclusioni a cui è giunto lo studio sono quindi che l’affondamento della nave Bayesian è stato probabilmente causato da forti raffiche di vento lineari originate da un sistema convettivo multicellulare. Pur non essendoci evidenze della presenza di una tromba marina, il suo verificarsi non può essere escluso del tutto. Il crescente verificarsi di eventi convettivi intensi e localizzati in Italia evidenzia la necessità di un sistema di allerta dedicato alla previsione delle tempeste di natura convettiva nel nostro Paese. Questa necessità è resa ancora più urgente dalla vulnerabilità ed esposizione delle numerose persone che si dedicano ad attività all’aperto nella stagione estiva, in corrispondenza del picco di frequenza dei fenomeni convettivi nel nostro Paese. Autori: Marcello Miglietta (CNR-ISAC) Francesco De Martin (Università di Bologna)

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